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Un Salto nel vuoto

Maurizio Cattelan Catherine Grenier

Rizzoli
Copertina di: Un Salto nel vuoto

A DIRE IL VERO NON VOLEVO NIENTE DI PRECISO, VOLEVO SOLO PRENDERE IN MANO IL MIO DESTINO, NEL BENE E NEL MALE.

L’attesa, unica autobiografia di un grande talento dell’arte e della vita.

Cavalli sospesi nel vuoto, bambini impiccati, Giovanni Paolo II abbattuto da un meteorite, un colossale dito medio nella piazza della Borsa di Milano. I suoi lavori spiazzano, indignano, dividono, ma chi è davvero Maurizio Cattelan? L’autore di opere essenziali che definiranno il nostro tempo nei libri di storia o un enfant terrible che si diverte a scandalizzare sebbene sotto sotto sia “serio come la morte”?
In questa lunga e serrata intervista, il più noto e insieme il più sfuggente degli artisti italiani condivide per la prima volta con sincerità e ironia i ricordi, i dubbi, le riflessioni e le svolte di una vita avventurosa. Dall’infanzia a Padova segnata dalla malattia della madre all’adolescenza errabonda che lo ha visto lavorare negli obitori e negli ospedali, dalla scoperta della creatività — i primi mobili artigianali nel laboratorio di un cugino — al rifiuto di impiegarsi nel settore dell’arredamento e del design. Perché l’unica costante della sua vita è stata l’aspirazione all’indipendenza, a costo di sentirsi spesso escluso dal coro dei giovani artisti italiani e di andare a cercare idee a New York in attesa della telefonata di un gallerista. Che poi è arrivata, insieme agli inviti alla Biennale di Venezia, alla consacrazione da parte del mercato, alle grandi retrospettive degli ultimi anni e al bisogno di sfuggire ai meccanismi stritolanti della notorietà.
“A volte è salutare restare al di fuori di un gruppo”, sostiene Cattelan, e ha passato anni a dimostrarlo. Questo libro è la storia difficile di un ragazzo impossibile, diventato artista per smettere di lavorare, solo per ritrovarsi preso notte e giorno nel mestiere più impegnativo che esista: tenere testa a se stessi e al proprio tempo.