Uccidete il Papa

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“Il progetto partì dallo stesso Ağca. E il piano spaccò la nostra base.”
— Doğan Yıldırım,
ex esponente dei Lupi grigi

“Ali non ha ancora detto tutto.”
— Don Stanislao Dziwisz,
segretario di Giovanni Paolo II

“Molte delle prove portate in tribunale avrebbero fatto ridere una Corte americana.”
— Michael Dobbs,
“The Washington Post”

“Qualcosa verrà fuori... C’è una tendenza alla verità.”
— Rosario Priore,
giudice inquirente sull’attentato

SONO LE 17.17 DEL 13 MAGGIO 1981 QUANDO, tra la folla assiepata in piazza San Pietro, da una Browning calibro 9 “Parabellum” partono i colpi contro Giovanni Paolo II. Una suora si getta addosso all’attentatore, il turco Mehmet Ali Ağca, e lo immobilizza fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Il mondo resta col fiato sospeso durante un intervento chirurgico di oltre cinque ore. Il papa sopravvive, minato per sempre nel fisico. E alle indagini cominciano a sovrapporsi le ipotesi: gesto isolato o intrigo internazionale? Quale delle decine se non centinaia di versioni fornite da Ağca è quella giusta? Perché la terza pallottola – quella che potrebbe dimostrare l’esistenza di una cospirazione – è finita incastonata nella statua della Madonna a Fatima? Come si spiegano gli errori commessi dalla giustizia italiana durante l’inchiesta, se non come frutto di depistaggi?
Cosa avrebbe potuto scoprire la commissione Mitrokhin? E perché la cosiddetta “pista bulgara” è stata seguita oltre ogni ragionevolezza?
I coinvolgimenti della Cia e del Kgb, le responsabilità del governo italiano e le omissioni del Vaticano, il rapimento di Emanuela Orlandi: l’attentato al papa è stato per trent’anni un crocevia di misteri. In quest’inchiesta frutto di un eccezionale lavoro di ricerca internazionale, un vaticanista esperto di Turchia e la corrispondente di un quotidiano turco in Italia sono ripartiti dalla prima, fondamentale domanda: chi ha voluto colpire il cuore della Chiesa, quel giorno? Negli ultimi vent’anni hanno incontrato ripetutamente Ali Ağca e i Lupi grigi, e ottenuto da loro lettere e documenti riservati. Hanno setacciato i dossier appena declassificati dei principali servizi segreti mondiali. Hanno interpellato giudici, ex spie, alti prelati, medici, giornalisti, trafficanti d’armi. E hanno trovato la risposta definitiva.

“Il progetto partì dallo stesso Ağca. E il piano spaccò la nostra base.”
— Doğan Yıldırım,
ex esponente dei Lupi grigi

“Ali non ha ancora detto tutto.”
— Don Stanislao Dziwisz,
segretario di Giovanni Paolo II

“Molte delle prove portate in tribunale avrebbero fatto ridere una Corte americana.”
— Michael Dobbs,
“The Washington Post”

“Qualcosa verrà fuori... C’è una tendenza alla verità.”
— Rosario Priore,
giudice inquirente sull’attentato

SONO LE 17.17 DEL 13 MAGGIO 1981 QUANDO, tra la folla assiepata in piazza San Pietro, da una Browning calibro 9 “Parabellum” partono i colpi contro Giovanni Paolo II. Una suora si getta addosso all’attentatore, il turco Mehmet Ali Ağca, e lo immobilizza fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Il mondo resta col fiato sospeso durante un intervento chirurgico di oltre cinque ore. Il papa sopravvive, minato per sempre nel fisico. E alle indagini cominciano a sovrapporsi le ipotesi: gesto isolato o intrigo internazionale? Quale delle decine se non centinaia di versioni fornite da Ağca è quella giusta? Perché la terza pallottola – quella che potrebbe dimostrare l’esistenza di una cospirazione – è finita incastonata nella statua della Madonna a Fatima? Come si spiegano gli errori commessi dalla giustizia italiana durante l’inchiesta, se non come frutto di depistaggi?
Cosa avrebbe potuto scoprire la commissione Mitrokhin? E perché la cosiddetta “pista bulgara” è stata seguita oltre ogni ragionevolezza?
I coinvolgimenti della Cia e del Kgb, le responsabilità del governo italiano e le omissioni del Vaticano, il rapimento di Emanuela Orlandi: l’attentato al papa è stato per trent’anni un crocevia di misteri. In quest’inchiesta frutto di un eccezionale lavoro di ricerca internazionale, un vaticanista esperto di Turchia e la corrispondente di un quotidiano turco in Italia sono ripartiti dalla prima, fondamentale domanda: chi ha voluto colpire il cuore della Chiesa, quel giorno? Negli ultimi vent’anni hanno incontrato ripetutamente Ali Ağca e i Lupi grigi, e ottenuto da loro lettere e documenti riservati. Hanno setacciato i dossier appena declassificati dei principali servizi segreti mondiali. Hanno interpellato giudici, ex spie, alti prelati, medici, giornalisti, trafficanti d’armi. E hanno trovato la risposta definitiva.

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Autori (2)


  • Yasemin Taskin

    YASEMIN TASKIN è nata a Erzurum (Turchia, 1963). Dopo aver aperto l’ufficio dell’Agenzia di stampa Anadolu a Roma, è oggi corrispondente in Italia del quotidiano “Sabah” e in Turchia della r [...]

  • Marco Ansaldo

    MARCO ANSALDO è nato a Genova (1959). Vaticanista di “Repubblica” e inviato speciale per la politica internazionale, ha effettuato reportage in tutto il mondo. È uno dei più autorevoli esperti [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Genere e argomento: Politica e Attualità
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 5.90 €
    • Pagine: 414
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817049627
    • ISBN E-book: 9788858647332

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