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Tutta la vita in un giorno

Francesca Barra

Rizzoli

Viaggio fra la gente che sopravvive mentre nessuno se ne accorge

«L’unico straordinario allenamento è decidere chi vuoi essere. Un sudicio, una puttana, un alcolista. Un randagio, un poveraccio. O uno come me. Uno che era normale. Un onesto cittadino, un lavoratore, un padre, un marito. Uno che a un certo punto non ha avuto più niente, si è ammalato di depressione e non ha saputo più da che parte ricominciare. Uno come me, oggi, vive la strada. L’annusa come un tossico, quando sa di piscio mescolato a vino,

I nuovi poveri sono un piccolo popolo che cammina nelle nostre città senza fare rumore. Disoccupati, padri separati, persone fiaccate da un destino sadico e vigliacco: stanno in strada, nelle stazioni, nei dormitori, nei centri di accoglienza. Sono invisibili, soprattutto perché non vogliamo vederli. Ma sono un’umanità tanto quanto noi, e come noi soffrono, sognano, pensano, amano e si amano. Solo con molta più tristezza e rassegnazione. Compiendo un atto di coraggio, Francesca Barra ha condotto un’inchiesta assolutamente inedita, andando a vivere con — e come — i nuovi poveri per quasi un mese alla Stazione Centrale di Milano. Li ha conosciuti bene, ne ha esplorato il presente “di strada” e il passato “normale”, ha assaporato le loro emozioni. E in Tutta la vita in un giorno ha poi deciso di lasciare la parola ad Antò, un padre separato, e ad alcuni altri senzatetto per rendere il più possibile autentico il racconto della miseria metropolitana che, con la crisi, è andata investendo sempre più persone. Seguiamo così in queste pagine diverse storie, tutte intensissime, come quella di Tony, divenuto gigolò (anche) per poter fare la doccia, o quella di Gemma che, grazie al suo grande cuore, un giorno riesce a riscattare anni di nera disperazione. Una volta che si comincia a leggere questo libro, non si riesce più a smettere. Succede non solo perché è il primo e unico ritratto ?realistico e lucido di un fenomeno sociale che non ha più senso ignorare. Ma soprattutto perché le storie di Antò, di Gemma e degli altri ci entrano dentro facendo anche male, ci commuovono. E ci arricchiscono. <_09_nomeAutore>FRANCESCA<_10_cognomeAutore>BARRA, <_11_testoBiografia>nata a Policoro in Basilicata nel 1978, è giornalista e autrice televisiva, radiofonica e teatrale. Fino a dicembre 2013 ha condotto la trasmissione La bellezza contro le mafie su Radio 1 Rai. Attualmente è inviata del programma Matrix di Luca Telese su Canale 5. Ha collaborato con «Sette» e «l’Unità». Ha pubblicato Il quarto comandamento (Rizzoli 2011), un racconto in Non è un paese per donne (Mondadori 2011) ed è stata coautrice di Giovanni Falcone. Un eroe solo di Maria Falcone (Rizzoli 2012).

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