Tredici soldati

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"Benvenuti a Beaufort. Se esiste il paradiso, il panorama è questo, se esiste l'inferno, ci si vive così."

È stato David Grossman a segnalare per primo la grandezza di questo romanzo, dichiarando che "con la sua prosa, Leshem ha creato un intero mondo": quello disperato e claustrofobico della fine dell'occupazione israeliana in Libano.

Il film Beaufort, che il regista Joseph Cedar ha tratto da questo libro, ha vinto l'Orso d'argento al 57° festival di Berlino.

I giorni sembrano non passare mai nel castello crociato di Beaufort, sulle alture del Libano meridionale. Per non parlare delle notti. Occupato dall'esercito israeliano durante l'invasione del 1982, nel 2000 Beaufort è ormai l'ultimo avamposto in Libano. Lì arriva Erez, un ufficiale di ventun anni, un duro, una testa calda, uno che ha subito innumerevoli richiami disciplinari e ha fatto perfino qualche mese di galera, ma è deciso a combattere una guerra la cui follia diventa ogni giorno più evidente. A Beaufort però non si combatte: si sta, come in una trincea della Grande guerra, a prendere colpi di mortaio sparati da un nemico che nessuno vede, Hezbollah; e si muore mentre si attende l'attacco finale, o l'inevitabile ritiro. Erez ha la responsabilità di tredici vite, i tredici soldati che vigilano dalle postazioni di guardia e ispezionano la strada di accesso al forte per controllare che non ci siano mine. Ha promesso a se stesso che sarà un buon comandante, e che li porterà tutti fuori dal Libano vivi. Ma quando mai Erez ha mantenuto una promessa?

Grazie alla lucida e cruda scrittura di Leshem, Tredici soldati si inserisce a pieno titolo nella tradizione delle grandi narrazioni di guerra, da Niente di nuovo sul fronte occidentale a Full Metal Jacket, e restituisce con sconvolgente evidenza l'atmosfera dell'assedio, la paura di una morte sempre in agguato, la sboccata vitalità di una gioventù bruciata dall'odio e dalla violenza.

"Benvenuti a Beaufort. Se esiste il paradiso, il panorama è questo, se esiste l'inferno, ci si vive così."

È stato David Grossman a segnalare per primo la grandezza di questo romanzo, dichiarando che "con la sua prosa, Leshem ha creato un intero mondo": quello disperato e claustrofobico della fine dell'occupazione israeliana in Libano.

Il film Beaufort, che il regista Joseph Cedar ha tratto da questo libro, ha vinto l'Orso d'argento al 57° festival di Berlino.

I giorni sembrano non passare mai nel castello crociato di Beaufort, sulle alture del Libano meridionale. Per non parlare delle notti. Occupato dall'esercito israeliano durante l'invasione del 1982, nel 2000 Beaufort è ormai l'ultimo avamposto in Libano. Lì arriva Erez, un ufficiale di ventun anni, un duro, una testa calda, uno che ha subito innumerevoli richiami disciplinari e ha fatto perfino qualche mese di galera, ma è deciso a combattere una guerra la cui follia diventa ogni giorno più evidente. A Beaufort però non si combatte: si sta, come in una trincea della Grande guerra, a prendere colpi di mortaio sparati da un nemico che nessuno vede, Hezbollah; e si muore mentre si attende l'attacco finale, o l'inevitabile ritiro. Erez ha la responsabilità di tredici vite, i tredici soldati che vigilano dalle postazioni di guardia e ispezionano la strada di accesso al forte per controllare che non ci siano mine. Ha promesso a se stesso che sarà un buon comandante, e che li porterà tutti fuori dal Libano vivi. Ma quando mai Erez ha mantenuto una promessa?

Grazie alla lucida e cruda scrittura di Leshem, Tredici soldati si inserisce a pieno titolo nella tradizione delle grandi narrazioni di guerra, da Niente di nuovo sul fronte occidentale a Full Metal Jacket, e restituisce con sconvolgente evidenza l'atmosfera dell'assedio, la paura di una morte sempre in agguato, la sboccata vitalità di una gioventù bruciata dall'odio e dalla violenza.

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Prezzo: 17.00 €
    • Pagine: 378
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817018388

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