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Perché non possiamo non dirci darwinisti

Edoardo Boncinelli

Rizzoli
Copertina di: Perché non possiamo non dirci darwinisti

A CENTOCINQUANT’ANNI DALLA PUBBLICAZIONE
DELL’ORIGINE DELLE SPECIE, L’ANALISI DI UN GENETISTA
DI FAMA MONDIALE SULLA TEORIA PIÙ LONGEVA,
FRAINTESA E CONTESTATA DELLA SCIENZA MODERNA.

Il suo editore avrebbe preferito un libro sull’allevamento dei piccioni viaggiatori, argomento molto in auge all’epoca, eppure centocinquant’anni dopo, l’opera fondamentale di Charles Darwin, L’origine delle specie, è rimasta praticamente intatta – caso più unico che raro nel dinamico ambito scientifico – divenendo il perno concettuale attorno a cui ruota tutta la biologia moderna.
Senza la teoria darwiniana non potremmo spiegare la presenza dell’uomo sulla Terra e non potremmo comprendere appieno i meccanismi che regolano la vita, frutto di un lento, ma inesorabile, processo di mutazioni genetiche e di selezione.
Edoardo Boncinelli, con chiarezza e competenza, dimostra l’inconfutabilità dell’evoluzionismo e spiega le varie fasi che hanno condotto alla nascita di nuove specie di esseri viventi, da quando ha avuto origine la vita, attraverso una catena ininterrotta di generazioni. Non tutti gli individui si affermano, ma tutti ci provano. E alla generazione successiva si ricomincia.
Il risultato è un saggio appassionato che libera la teoria dell’evoluzione dalle false interpretazioni e la restituisce alla scienza senza nasconderne i punti deboli, ripercorrendo le tappe che hanno portato a scoperte (come quella dei “geni dell’evoluzione” nei moscerini della frutta, le drosofile) che la migliorano e la completano; perché il darwinismo non è una filosofia, né una teologia. E se resistono degli aspetti ancora poco chiari è perché si parla di scienza; se spiegasse tutto sarebbe una professione di fede.

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