Pane amaro

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"L'America agli americani!
Fuori gli stranieri! gridava la gente per le strade. Pastori protestanti nelle loro austere chiese pronunciavano infiammanti sermoni: Signore, invocavano, perché dobbiamo noi ricevere nelle nostre belle città gli avanzi delle altre nazioni? Non sei Tu potente abbastanza per civilizzarli nei loro stessi paesi?"

Sette croste e un crostone dicevano i contadini bergamaschi del secolo scorso per indicare gli stenti, le pene, l'umiliazione di chi è costretto a cercarsi il pane lontano da casa. Un pane amaro, duro da spaccare i denti, quello che sfama Gildo, quarto di dieci figli, nato in una sperduta frazione di Albino, in Val Seriana, negli anni della sua emigrazione in America ai primi del Novecento. Il grande paese al di là dell'Oceano, ai poveri diavoli come lui concede solo massacranti lavori di pala e piccone per costruire strade, ferrovie, gallerie, occupazioni precarie in condizioni disumane di sfruttamento, soprusi, angherie, ingiustizie, talvolta da parte degli stessi connazionali. Gildo è un ragazzo mite, timido, sensibile, nel "paese dell'abbondanza" conosce la fame, la solitudine, il dolore, la sopraffazione e alla lunga non ce la fa. Il riscatto glielo offre una vecchia fisarmonica ereditata da un compagno sfortunato, che fa fiorire il suo innato talento musicale e alimenta l'illusione di aver trovato la "sua" America: sembra l'inizio di una nuova vita, Gildo suona alle feste dei compatrioti, tira su un gruzzoletto come mai gli era riuscito prima, sogna di potercela fare e di buttarsi per sempre alle spalle la bruta fatica del manovale. Ma il meccanismo che muove quel grande paese è spietato, i suoi ingranaggi stritolano chi non è corazzato, avveduto, diffidente, schiantano mente e corpo e trascinano alla deriva. Gildo riemerge anni dopo dal naufragio, ma intanto mode e gusti sono cambiati, i ritmi indiavolati del jazz scalzano le melodie della tradizione europea: romanze, arie d'opera, marce, polke, valzer viennesi. L'America dei sogni e delle illusioni svanisce e si dissolve. Questa è la storia vera di un emigrante italiano, della sua famiglia e di una generazione di diseredati, raccontata con sguardo delicato e attento, in un romanzo ampio e solenne. Una storia ambientata nel secolo scorso ma di un'attualità sconcertante: di tanti stranieri che affrontano ogni giorno la battaglia per la vita sono piene le nostre strade, e la durezza dell'emigrazione resta ? oggi come ieri ? una lezione profonda e senza tempo.

"L'America agli americani!
Fuori gli stranieri! gridava la gente per le strade. Pastori protestanti nelle loro austere chiese pronunciavano infiammanti sermoni: Signore, invocavano, perché dobbiamo noi ricevere nelle nostre belle città gli avanzi delle altre nazioni? Non sei Tu potente abbastanza per civilizzarli nei loro stessi paesi?"

Sette croste e un crostone dicevano i contadini bergamaschi del secolo scorso per indicare gli stenti, le pene, l'umiliazione di chi è costretto a cercarsi il pane lontano da casa. Un pane amaro, duro da spaccare i denti, quello che sfama Gildo, quarto di dieci figli, nato in una sperduta frazione di Albino, in Val Seriana, negli anni della sua emigrazione in America ai primi del Novecento. Il grande paese al di là dell'Oceano, ai poveri diavoli come lui concede solo massacranti lavori di pala e piccone per costruire strade, ferrovie, gallerie, occupazioni precarie in condizioni disumane di sfruttamento, soprusi, angherie, ingiustizie, talvolta da parte degli stessi connazionali. Gildo è un ragazzo mite, timido, sensibile, nel "paese dell'abbondanza" conosce la fame, la solitudine, il dolore, la sopraffazione e alla lunga non ce la fa. Il riscatto glielo offre una vecchia fisarmonica ereditata da un compagno sfortunato, che fa fiorire il suo innato talento musicale e alimenta l'illusione di aver trovato la "sua" America: sembra l'inizio di una nuova vita, Gildo suona alle feste dei compatrioti, tira su un gruzzoletto come mai gli era riuscito prima, sogna di potercela fare e di buttarsi per sempre alle spalle la bruta fatica del manovale. Ma il meccanismo che muove quel grande paese è spietato, i suoi ingranaggi stritolano chi non è corazzato, avveduto, diffidente, schiantano mente e corpo e trascinano alla deriva. Gildo riemerge anni dopo dal naufragio, ma intanto mode e gusti sono cambiati, i ritmi indiavolati del jazz scalzano le melodie della tradizione europea: romanze, arie d'opera, marce, polke, valzer viennesi. L'America dei sogni e delle illusioni svanisce e si dissolve. Questa è la storia vera di un emigrante italiano, della sua famiglia e di una generazione di diseredati, raccontata con sguardo delicato e attento, in un romanzo ampio e solenne. Una storia ambientata nel secolo scorso ma di un'attualità sconcertante: di tanti stranieri che affrontano ogni giorno la battaglia per la vita sono piene le nostre strade, e la durezza dell'emigrazione resta ? oggi come ieri ? una lezione profonda e senza tempo.

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: LA SCALA
    • Prezzo: 18.50 €
    • Pagine: 396
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817009836

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