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L’Unione, in pratica

Mosca Alessia

Rizzoli
Copertina di: L’Unione, in pratica

Un'Europa a misura d'Italia

Se potessimo vivere una giornata “senza Unione”, come se non esistesse, ci renderemmo conto di quanto l’Europa sia importante nel nostro quotidiano, di quante cose consideriamo scontate. Schiacciati nello sterile scontro tra chi vuole distruggere l’Europa e chi la difende acriticamente, non facciamo molti passi avanti. Questo libro vuole uscire dall’alternativa secca bianco o nero, e invece vedere tutti i colori di cui è fatta oggi l’Unione europea. Insomma, una riflessione equilibrata su quali errori sono stati fatti, quali condizioni non sono state realizzate, ciò che di buono esiste e come possiamo utilizzarlo al meglio. Soprattutto, qual è l’Unione europea che vogliamo costruire a misura dell’Italia, e come possiamo cominciare a farlo.

Le decisioni che ci riguardano, in Europa, vengono prese dal Consiglio, dalla Commissione, dalla BCE o dal Parlamento europeo? Perché, per risolvere la crisi ucraina, Obama non ha potuto fare altro che chiamare Angela Merkel, invece che l’Alto rappresentante per la politica estera europea? La maggior parte degli italiani e degli europei, e non per loro colpa, non saprebbe rispondere. E forse neanche farsi queste domande. L’Unione europea è stretta tra la mancanza di trasparenza dei meccanismi decisionali e l’incompletezza del processo di unificazione. I risultati sono la disaffezione dei suoi cittadini, cresciuta negli ultimi anni, e l’incapacità dell’Europa di far valere la propria voce sui temi che oggi veramente contano su scala globale. Rischiamo per questo di buttare via un’enorme opportunità costruita sull’incredibile intuizione e lavoro dei padri fondatori dell’Unione europea. È così inevitabile? Cosa possiamo fare per prendere un’altra direzione?