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La Variabile G

Piero Paolicchi

Rizzoli
Copertina di: La Variabile G

Bambini iperattivi, adolescenti bulli,
trentenni bamboccioni: come interrompere
il cursus honorum dei figli?
Basterebbe smettere di compatirli
e riprendere a educarli.

“L’imbecillità rappresenta, ahinoi, ‘una risorsa utile per il sistema’: se non ci fossero tanti ‘I’ in giro non sarebbe così facile trovare un furbone che li seduce.”
- Corrado Augias

Lo riconosceva lo stesso Freud: anche nelle famiglie tradizionali crescere un figlio intelligente era difficilissimo. Cosa direbbe oggi? Tra famiglie allargate o separate, coppie aperte o ricomposte, per non parlare di genitori single o in carriera, le variabili sono aumentate a dismisura. Diminuiscono invece i figli, che quando arrivano sono accolti da genitori estasiati come un dono dal cielo, da riverire e ostentare, mai da educare. Risultato: stiamo allevando orde di bambini incapaci, viziati e immaturi, in una parola: imbecilli. E a darci manforte nel nostro errore di genitori ossequiosi, arrivano schiere di pediatri, psicologi ed “esperti” a vario titolo che sfornano solerti diagnosi (gratuite) di disagi comportamentali e vendono (carissime) le relative cure.
Ma se questa imbecillità non fosse congenita — si chiede Piero Paolicchi — bensì il frutto di un’oculata strategia studiata apposta per crescere sudditi ottusi anziché cittadini dotati di spirito critico? Immagina allora cosa succederebbe se un coraggioso gruppo di genitori tentasse finalmente un’azione eversiva per smantellare questo sistema (dis)educativo, riprendendo da capo le fila del pensiero e dell’esperienza pedagogica. Peccato però che due spie riescano a infiltrarsi… Costruito come un romanzo di spionaggio, questo arguto saggio si interroga con umorismo e buon senso sulle sorti dell’infanzia nel passato — dalla Bibbia a Steiner, dalla Montessori a Spock — e nel presente. Per scoprire che lo stato mentale dei nostri figli e quello forse ancora più preoccupante dei genitori ha una soluzione semplice ed evidente a chiunque si dedichi più alla pratica educativa e meno alla teoria: contro la “I” di imbecillità l’unico rimedio è la “B” di buonsenso.