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La Pietà perduta

Antonio Forcellino

Rizzoli
Copertina di: La Pietà perduta

Dal concilio di Trento all’America
dei giorni nostri, l’incredibile
vicenda di un dipinto di
Michelangelo scomparso da oltre
cinque secoli e riscoperto
da uno dei maggiori esperti
dell’artista rinascimentale.
Un viaggio sulle orme dei
personaggi straordinari che hanno
sfidato la censura dell’inquisizione
in nome di una grande utopia.

 

 

“Il dipinto era steso su un ampio tavolo coperto da carta velina. Presentava l’aspetto comune a molti dipinti antichi realizzati con una tecnica eccellente. Le vernici ingiallite offuscavano i colori e le forme. Ma lasciavano trapelare intatta la forza della pittura di Michelangelo.” Antonio Forcellino, tra i massimi conoscitori dell’opera del maestro fiorentino, è abituato a ricevere decine di richieste di expertise, la maggior parte improbabili. Tra queste c’è anche quella di un americano che gli manda per email la fotografi a del disegno preparatorio di una tavola in suo possesso. Quel dipinto però potrebbe essere davvero un originale di Michelangelo, la Pietà dipinta per Vittoria Colonna negli anni inquieti che precedono il Concilio di Trento. Inizia così un’indagine storico-poliziesca che da un casinò di Buffalo conduce a un collegio cattolico di Oxford, passando dagli archivi vescovili di Ragusa, odierna Dubrovnik, e dal Metropolitan Museum di New York. Forcellino compie una ricerca sensazionale per ricostruire il destino del quadro, portato nella diocesi croata forse da Ludovico Beccadelli — un vescovo amico del pittore, costretto a ritirarsi lì a causa delle sue posizioni teologiche in odore di eresia — poi venduto a fine Ottocento e giunto in America. Con l’abilità del restauratore che riporta alla luce i colori originali, l’autore svela cosa si nasconde dietro le vicende di questo capolavoro perduto e, soprattutto, racconta con semplicità quanto casuale, imprevedibile e gioiosa possa essere la storia di una grande scoperta.

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