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La Mia storia tra le dita

Gianluca Grignani

Rizzoli
Copertina di: La Mia storia tra le dita

“La mia musica è nata male, è l’urlo di un bambino che non riesce a parlare ma cerca disperatamente un modo per farsi capire. E non gli resta che gridare.”


Da Destinazione Paradiso a Romantico Rock Show, 16 anni di musica, donne, contraddizioni e sfide di un grande artista.


Gianluca Grignani è l’unico cantautore italiano a essere già morto almeno una volta. Come scenario per la sua prematura scomparsa ha scelto il Sudamerica.


Precotto, periferia nord di Milano. Tra viali enormi, smog e grigi palazzi altissimi, c’è un ragazzo che sogna qualcosa di speciale per il proprio futuro. Si chiama Gianluca, ha 16 anni, i capelli lunghi e il volto magro, bello, irresistibile. Una passione particolare fa battere il suo cuore: non sa dove, non sa quando né perché, ma è convinto che un giorno potrà fare musica. Dal sogno alla realtà il confine è a volte tanto sottile da sembrare impercettibile, e nel suo caso questo confine scompare come d’incanto. Compone delle canzoni nella sua camera accompagnandosi con la chitarra, cercando con caparbietà un proprio stile. Dopo pochi mesi arriva l’esordio e il suo nome balza sulla bocca di tutti; pezzi come La mia storia tra le dita, Falco a metà e Destinazione Paradiso lo fanno diventare uno dei cantautori più amati d’Italia, e non solo. Ma da quel momento comincia la sua lotta per difendere la propria libertà artistica e tenersi il più possibile lontano dallo star system, all’interno del quale non si sente a suo agio. Da questo periodo di ribellione nascono album rivoluzionari come Fabbrica di plastica e Campi di popcorn, seguiti da Il giorno perfetto, Sdraiato su una nuvola, Uguali e diversi, Il Re del niente, Cammina nel sole e Romantico Rock Show, con i quali riesce a dimostrare che il rock non è solo una chitarra distorta. Oggi, a trentotto anni, Gianluca Grignani si racconta in un libro appassionato e sincero, in cui aneddoti divertenti e toccanti si alternano a riflessioni e confessioni. Le donne, i viaggi, le contraddizioni e “l’esuberante istinto generazionale” prima, la famiglia, lo sport e la natura negli ultimi anni. Un’autobiografia che delinea la figura di un uomo come tanti altri, con i suoi alti e i suoi bassi, che ha come grande pregio e immenso difetto quello di aver sempre vissuto sotto i riflettori. E di aver sempre creduto nella musica.