La Mia casa è dove sono

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“Igiaba non ha solo una
storia fortissima da raccontare,
ma il talento di una scrittrice
vera.” — Gad Lerner

L’Olimpico le ha salvato
la vita. L’elefante del Bernini
le ricorda la sua Africa.
È Roma ma da vicino sembra
Mogadiscio.

Il padre di Igiaba, al cospetto
di Vittorio Emanuele III, non si
inchinò. Era solo un bambino,
non immaginava che un re
potesse essere tanto basso.

 

 

Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n’è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l’anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a “studiare la democrazia” negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all’esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po’ di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l’amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell’Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi.

“Igiaba non ha solo una
storia fortissima da raccontare,
ma il talento di una scrittrice
vera.” — Gad Lerner

L’Olimpico le ha salvato
la vita. L’elefante del Bernini
le ricorda la sua Africa.
È Roma ma da vicino sembra
Mogadiscio.

Il padre di Igiaba, al cospetto
di Vittorio Emanuele III, non si
inchinò. Era solo un bambino,
non immaginava che un re
potesse essere tanto basso.

 

 

Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n’è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l’anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a “studiare la democrazia” negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all’esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po’ di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l’amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell’Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi.

Commenti

Autore


  • Igiaba Scego

    Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974. Scrive su “l’Unità”, “Internazionale” e su molte riviste che si occupano di migrazioni e culture africane, tra cui “Nigrizia”. Tra i suoi libri, Pe [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Prezzo: 16.50 €
    • Pagine: 168
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817043106
    • ISBN E-book: 9788858651292

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