La Marea umana

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In questo romanzo c’è un mistero. Diversi misteri, anzi. Il primo è «l’amicizia, come essa si determini, come si sviluppi, come muoia e persino rinasca». L’amico perduto e ritrovato si chiamava Azio, ai tempi remoti della scuola: un nome da antico romano. Ora però che se n’è andato dall’Italia e ha scelto l’Indonesia, il suo nome è Aki. Il narratore lo ritrova per caso – prima a Roma poi su un ramo del lago di Como – irretito da un eterno femminino dai mille volti, dai mille nomi. Da quei nomi, da quei volti fissati su vecchie foto, si produce una «resurrezione» del passato, non necessariamente gradita. Ecco, il passato. Che cosa esso davvero sia, e cosa il presente, è il secondo mistero. Conversando con Aki – «pensieri-mormorii», infrasuoni atonali, quasi impercettibili – crediamo di intravedere una diversa concezione del tempo, e dell’esistenza. Ma resta un mistero, quello decisivo: perché Azio è divenuto Aki? Perché ha lasciato l’Italia? È un «esilio» il suo? E, se sì, da cosa? Riaffiorano storie sepolte, guerre lontane: le ombre di due amici – Eugenio Colorni e Guido Piovene – a loro volta divisi e, forse, ritrovati. Divisi, forse, dalla stessa forza che ha esiliato Aki; quella stessa che tiene in scacco chi narra. In questo suo nuovo romanzo, Franco Cordelli si conferma uno dei pochissimi scrittori in grado di oltrepassare i nostri angusti confini. Dolente e spavaldo, fisico e metafisico, si spinge qui sino al limite del dicibile, del pensabile. «Da raccontare», come sempre, «non vi è nulla». Nulla, se non il tutto: la marea umana che diventeremo – che, anzi, già siamo.

In questo romanzo c’è un mistero. Diversi misteri, anzi. Il primo è «l’amicizia, come essa si determini, come si sviluppi, come muoia e persino rinasca». L’amico perduto e ritrovato si chiamava Azio, ai tempi remoti della scuola: un nome da antico romano. Ora però che se n’è andato dall’Italia e ha scelto l’Indonesia, il suo nome è Aki. Il narratore lo ritrova per caso – prima a Roma poi su un ramo del lago di Como – irretito da un eterno femminino dai mille volti, dai mille nomi. Da quei nomi, da quei volti fissati su vecchie foto, si produce una «resurrezione» del passato, non necessariamente gradita. Ecco, il passato. Che cosa esso davvero sia, e cosa il presente, è il secondo mistero. Conversando con Aki – «pensieri-mormorii», infrasuoni atonali, quasi impercettibili – crediamo di intravedere una diversa concezione del tempo, e dell’esistenza. Ma resta un mistero, quello decisivo: perché Azio è divenuto Aki? Perché ha lasciato l’Italia? È un «esilio» il suo? E, se sì, da cosa? Riaffiorano storie sepolte, guerre lontane: le ombre di due amici – Eugenio Colorni e Guido Piovene – a loro volta divisi e, forse, ritrovati. Divisi, forse, dalla stessa forza che ha esiliato Aki; quella stessa che tiene in scacco chi narra. In questo suo nuovo romanzo, Franco Cordelli si conferma uno dei pochissimi scrittori in grado di oltrepassare i nostri angusti confini. Dolente e spavaldo, fisico e metafisico, si spinge qui sino al limite del dicibile, del pensabile. «Da raccontare», come sempre, «non vi è nulla». Nulla, se non il tutto: la marea umana che diventeremo – che, anzi, già siamo.

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: LA SCALA
    • Prezzo: 5.90 €
    • Pagine: 168
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817042116

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