La Lettera di Pascal

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Storia dell’equazione che ha fondato la teoria della probabilità

Due giganti del pensiero. Una sfida logica apparentemente impossibile. Un’avventura matematica che continua ancora oggi.

“Devlin è un maestro nella scelta delle immagini e delle metafore perfette per rappresentare concetti complessi.”
— Marcus du Sautoy, autore di L’enigma dei numeri primi

“È a Devlin che subito si pensa quando si vuole avere una spiegazione chiara e autorevole di quello che via via succede nell’imperscrutabile universo dell’alta matematica.”
— Massimo Piattelli Palmarini

“Vorrei ora esporvi per intero il mio ragionamento, aspettandomi che mi facciate il favore di correggermi se sono in errore.” Con queste parole Blaise Pascal, in una lettera all’amico Pierre de Fermat, si addentrava il 24 agosto 1654 in un affascinante labirinto concettuale: il cosiddetto problema del gioco incompiuto. La questione è semplice: se una partita a dadi viene interrotta prima che uno dei due giocatori vinca, come va suddivisa la posta? Ma questo rompicapo teneva da sempre in scacco illustri studiosi, alcuni dei quali, come il matematico italiano Niccolò Tartaglia, l’avevano ritenuto addirittura insolubile. Perché la risposta è banale solo in apparenza: basta dividere il premio in base alle probabilità di successo dei giocatori. Ma questo significa conoscere le effettive chance di entrambi i partecipanti, cioè azzardare una previsione su base logica. Fu così che due tra i maggiori intellettuali dell’epoca, nel tentativo di intrattenersi con un semplice gioco, avviarono la rivoluzione concettuale che spostò il futuro dal regno dell’imponderabile divino a quello del determinismo umano. Era nata la teoria della probabilità.
Addentrandosi con garbo, humour e molta curiosità nei paradossi della matematica, Keith Devlin ripercorre la corrispondenza fra Pascal e Fermat e ricostruisce le tappe della loro straordinaria scoperta. Ne indaga intanto le mille applicazioni nella vita moderna: dalle vincite al Lotto al calcolo dell’aspettativa di vita, dai premi assicurativi alla speculazione in Borsa o all’esame del Dna in sede processuale. E rivela come una sfida lanciata per gioco nel XVII secolo abbia cambiato per sempre il nostro modo di vedere la realtà e di organizzare la vita.

Storia dell’equazione che ha fondato la teoria della probabilità

Due giganti del pensiero. Una sfida logica apparentemente impossibile. Un’avventura matematica che continua ancora oggi.

“Devlin è un maestro nella scelta delle immagini e delle metafore perfette per rappresentare concetti complessi.”
— Marcus du Sautoy, autore di L’enigma dei numeri primi

“È a Devlin che subito si pensa quando si vuole avere una spiegazione chiara e autorevole di quello che via via succede nell’imperscrutabile universo dell’alta matematica.”
— Massimo Piattelli Palmarini

“Vorrei ora esporvi per intero il mio ragionamento, aspettandomi che mi facciate il favore di correggermi se sono in errore.” Con queste parole Blaise Pascal, in una lettera all’amico Pierre de Fermat, si addentrava il 24 agosto 1654 in un affascinante labirinto concettuale: il cosiddetto problema del gioco incompiuto. La questione è semplice: se una partita a dadi viene interrotta prima che uno dei due giocatori vinca, come va suddivisa la posta? Ma questo rompicapo teneva da sempre in scacco illustri studiosi, alcuni dei quali, come il matematico italiano Niccolò Tartaglia, l’avevano ritenuto addirittura insolubile. Perché la risposta è banale solo in apparenza: basta dividere il premio in base alle probabilità di successo dei giocatori. Ma questo significa conoscere le effettive chance di entrambi i partecipanti, cioè azzardare una previsione su base logica. Fu così che due tra i maggiori intellettuali dell’epoca, nel tentativo di intrattenersi con un semplice gioco, avviarono la rivoluzione concettuale che spostò il futuro dal regno dell’imponderabile divino a quello del determinismo umano. Era nata la teoria della probabilità.
Addentrandosi con garbo, humour e molta curiosità nei paradossi della matematica, Keith Devlin ripercorre la corrispondenza fra Pascal e Fermat e ricostruisce le tappe della loro straordinaria scoperta. Ne indaga intanto le mille applicazioni nella vita moderna: dalle vincite al Lotto al calcolo dell’aspettativa di vita, dai premi assicurativi alla speculazione in Borsa o all’esame del Dna in sede processuale. E rivela come una sfida lanciata per gioco nel XVII secolo abbia cambiato per sempre il nostro modo di vedere la realtà e di organizzare la vita.

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Autore


  • Keith Devlin

    Keith Devlin insegna Matematica a Stanford. Ottimo divulgatore, ha vinto il Pythagoras Prize, il Peano Prize e il Carl Sagan Award. Tra i suoi libri pubblicati in Italia Il linguaggio della matematica [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 18.50 €
    • Pagine: 238
    • Formato libro: 18 x 13
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817025928

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