L’ Equazione dell’anima

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L’ossessione per un numero
nella vita di due geni.

SCIENZA E OCCULTISMO, GENIO E SREGOLATEZZA: IL RACCONTO DELL’AMICIZIA TRA DUE UOMINI ECCEZIONALI E DEL TRAMONTO DI UN’EPOCA.

“QUANDO È VENUTO A CONSULTARMI PER LA PRIMA VOLTA, ERA IN UN TALE STATO DI PANICO CHE NON SOLO LUI MA ANCHE IO STESSO SENTIVAMO SOFFIARE IL VENTO DAL RICOVERO PER MALATI DI MENTE!”
CARL JUNG

“MI È PIÙ FACI LE RIUSCIRE IN CAMPO ACCADEMICO CHE CON LE DONNE. DAL MOMENTO CHE PER IL SIGNOR JUNG VALE SEMMAI IL CONTRARIO, MI È SEMBRATO LA PERSONA PIÙ ADATTA A PRENDERMI IN TERAPIA.”
WOLFGANG PAULI

Ad appena trent’anni Wolfgang Pauli era uno dei teorici più originali e brillanti della nascente fisica quantistica, che stava polverizzando le certezze della meccanica classica in nuvole di probabilità. Eppure ogni notte si ritrovava a vagare nei quartieri a luci rosse, fra prostitute e ubriaconi, in preda alla depressione e all’alcol. Fu proprio la sua doppia vita che lo indusse a rivolgersi a un luminare di un’altra scienza nuova e rivoluzionaria, la psicologia: Carl Jung, discepolo ribelle di Freud e instancabile indagatore di un inconscio collettivo popolato di archetipi. Dall’analisi dei sogni di Pauli emerse un profluvio di simboli e figure arcane che fu di ispirazione per terapeuta e paziente. L’incontro tra questi due versatili geni si trasformò così in una straordinaria collaborazione che aspirò a elaborare un linguaggio comune per la fisica e la psicologia, a trovare un ponte tra materia e spirito, ragione e misticismo. A simboleggiare questa ricerca d’unità fu un numero “magico”, il 137, una costante fisica universale che definisce le caratteristiche del mondo, ma anche la somma dei valori numerici dei caratteri ebraici in “Cabala”.
Arthur I. Miller intreccia le biografie parallele di due geni del Novecento e indaga il loro fecondo rapporto, sullo sfondo di una Mitteleuropa in fermento, pronta alla sua ultima fioritura intellettuale prima che l’ombra del nazismo ne spegnesse definitivamente i fulgori. Gli anni Cinquanta, con la morte prematura di Pauli e l’imporsi di quello che Werner Heisenberg, suo amico e collega, definì con una punta di ironia il «sano pragmatismo americano», sancirono la fine di una stagione irripetibile, eclissando il nobile sogno di un connubio universale tra scienza e psiche.

L’ossessione per un numero
nella vita di due geni.

SCIENZA E OCCULTISMO, GENIO E SREGOLATEZZA: IL RACCONTO DELL’AMICIZIA TRA DUE UOMINI ECCEZIONALI E DEL TRAMONTO DI UN’EPOCA.

“QUANDO È VENUTO A CONSULTARMI PER LA PRIMA VOLTA, ERA IN UN TALE STATO DI PANICO CHE NON SOLO LUI MA ANCHE IO STESSO SENTIVAMO SOFFIARE IL VENTO DAL RICOVERO PER MALATI DI MENTE!”
CARL JUNG

“MI È PIÙ FACI LE RIUSCIRE IN CAMPO ACCADEMICO CHE CON LE DONNE. DAL MOMENTO CHE PER IL SIGNOR JUNG VALE SEMMAI IL CONTRARIO, MI È SEMBRATO LA PERSONA PIÙ ADATTA A PRENDERMI IN TERAPIA.”
WOLFGANG PAULI

Ad appena trent’anni Wolfgang Pauli era uno dei teorici più originali e brillanti della nascente fisica quantistica, che stava polverizzando le certezze della meccanica classica in nuvole di probabilità. Eppure ogni notte si ritrovava a vagare nei quartieri a luci rosse, fra prostitute e ubriaconi, in preda alla depressione e all’alcol. Fu proprio la sua doppia vita che lo indusse a rivolgersi a un luminare di un’altra scienza nuova e rivoluzionaria, la psicologia: Carl Jung, discepolo ribelle di Freud e instancabile indagatore di un inconscio collettivo popolato di archetipi. Dall’analisi dei sogni di Pauli emerse un profluvio di simboli e figure arcane che fu di ispirazione per terapeuta e paziente. L’incontro tra questi due versatili geni si trasformò così in una straordinaria collaborazione che aspirò a elaborare un linguaggio comune per la fisica e la psicologia, a trovare un ponte tra materia e spirito, ragione e misticismo. A simboleggiare questa ricerca d’unità fu un numero “magico”, il 137, una costante fisica universale che definisce le caratteristiche del mondo, ma anche la somma dei valori numerici dei caratteri ebraici in “Cabala”.
Arthur I. Miller intreccia le biografie parallele di due geni del Novecento e indaga il loro fecondo rapporto, sullo sfondo di una Mitteleuropa in fermento, pronta alla sua ultima fioritura intellettuale prima che l’ombra del nazismo ne spegnesse definitivamente i fulgori. Gli anni Cinquanta, con la morte prematura di Pauli e l’imporsi di quello che Werner Heisenberg, suo amico e collega, definì con una punta di ironia il «sano pragmatismo americano», sancirono la fine di una stagione irripetibile, eclissando il nobile sogno di un connubio universale tra scienza e psiche.

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 21.50 €
    • Pagine: 448
    • Formato libro: 18 x 13
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817032964

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