L’ Emozione e la regola

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Qual è il segreto della creatività di un gruppo? Dall'arte alla scienza uno studio sui movimenti d'avanguardia per potenziare il nostro mondo di essere creativi.

Negli ultimi due secoli il mondo è cambiato in modo infinitamente più veloce rispetto al passato. Oggi, la società postindustriale esalta la dimensione creativa delle attività umane privilegiando la cultura rispetto alla struttura, la produzione di idee originali rispetto alla produzione di beni in serie. Ma il superamento della società industriale non è stato lineare, e non è stato lineare, e non è stato ovunque lo stesso. Interrogandosi sul passato dall'una all'altra età, Domenico De Masi ha rintracciato un itinerario sorprendente che da metà Ottocento conduce direttamente ai nostri giorni: mentre gli Stati Uniti erano impegnati nell'immane sforzo teorico e pratico di regolare, massimizzare, parcellizzare il lavoro esecutivo, l'Europa percorreva una strada autonoma, cercando di sfruttare le potenzialità del gruppo creativo. E puntava già sul lavoro di squadra, sulla cooperazione, sull'importanza dell'informalità e dell'estetica, sulla coltivazione di quel terreno emotivo da cui scaturiscono le grandi idee che cambiano il mondo.
In un primo tempo queste forme di organizzazione, flessibili e fragili per loro stessa natura, risultarono perdenti rispetto alla prepotente avanzata dei modelli industriali. Ma oggi che la catena di montaggio ha esaurito il suo ciclo storico, oggi che la concretezza ha bisogno di fantasia e non c'è regola senza emozione, gli esempi della vecchia Europa riemergono come patrimonio prezioso cui ispirarsi nello studio e nella pratica della creatività collettiva. Ecco dunque l'attualità di quest'indagine ? anch'essa collettiva ? rivolta a interrogare tredici modelli classici che tra Ottocento e Novecento hanno fissato i parametri dei nostri riferimenti culturali: dalla casa Thonet al Bauhaus, dai poeti e letterati di Bloomsbury al circolo filosofico di Vienna, dall'Istituto Pasteur di Parigi ai ragazzi di via Panisperna a Roma al Progetto Manhattan degli esuli di Los Alamos. Osservare dall'interno questi straordinari episodi di ideazione artistica, scientifica, letteraria, significa capire che il gruppo è molto più della somma dei singoli componenti e che l'uomo del ventunesimo secolo è il degno erede di quell'uomo europeo che, insieme ai suoi contemporanei, costruiva cattedrali e palazzi signorili, fondava monasteri e accademia, lasciava che la genialità filtrasse da libro a libro, da bottega a bottega.

Qual è il segreto della creatività di un gruppo? Dall'arte alla scienza uno studio sui movimenti d'avanguardia per potenziare il nostro mondo di essere creativi.

Negli ultimi due secoli il mondo è cambiato in modo infinitamente più veloce rispetto al passato. Oggi, la società postindustriale esalta la dimensione creativa delle attività umane privilegiando la cultura rispetto alla struttura, la produzione di idee originali rispetto alla produzione di beni in serie. Ma il superamento della società industriale non è stato lineare, e non è stato lineare, e non è stato ovunque lo stesso. Interrogandosi sul passato dall'una all'altra età, Domenico De Masi ha rintracciato un itinerario sorprendente che da metà Ottocento conduce direttamente ai nostri giorni: mentre gli Stati Uniti erano impegnati nell'immane sforzo teorico e pratico di regolare, massimizzare, parcellizzare il lavoro esecutivo, l'Europa percorreva una strada autonoma, cercando di sfruttare le potenzialità del gruppo creativo. E puntava già sul lavoro di squadra, sulla cooperazione, sull'importanza dell'informalità e dell'estetica, sulla coltivazione di quel terreno emotivo da cui scaturiscono le grandi idee che cambiano il mondo.
In un primo tempo queste forme di organizzazione, flessibili e fragili per loro stessa natura, risultarono perdenti rispetto alla prepotente avanzata dei modelli industriali. Ma oggi che la catena di montaggio ha esaurito il suo ciclo storico, oggi che la concretezza ha bisogno di fantasia e non c'è regola senza emozione, gli esempi della vecchia Europa riemergono come patrimonio prezioso cui ispirarsi nello studio e nella pratica della creatività collettiva. Ecco dunque l'attualità di quest'indagine ? anch'essa collettiva ? rivolta a interrogare tredici modelli classici che tra Ottocento e Novecento hanno fissato i parametri dei nostri riferimenti culturali: dalla casa Thonet al Bauhaus, dai poeti e letterati di Bloomsbury al circolo filosofico di Vienna, dall'Istituto Pasteur di Parigi ai ragazzi di via Panisperna a Roma al Progetto Manhattan degli esuli di Los Alamos. Osservare dall'interno questi straordinari episodi di ideazione artistica, scientifica, letteraria, significa capire che il gruppo è molto più della somma dei singoli componenti e che l'uomo del ventunesimo secolo è il degno erede di quell'uomo europeo che, insieme ai suoi contemporanei, costruiva cattedrali e palazzi signorili, fondava monasteri e accademia, lasciava che la genialità filtrasse da libro a libro, da bottega a bottega.

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Autore


  • Domenico De Masi

    è professore emerito di Sociologia del lavoro all’Università La Sa-pienza di Roma. Per Rizzoli ha pubblicato, tra gli altri, Il futuro del lavoro, La fantasia e la concretezza, L’emozione e la r [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 20.00 €
    • Pagine: 396
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817008143

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