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L’ Assedio di Delhi

William Dalrymple

Rizzoli
Copertina di: L’ Assedio di Delhi

LO SCONTRO FINALE FRA L’ULTIMA DINASTIA MOGHUL E L’IMPERO BRITANNICO
Il declino di un’epoca racchiuso nella storia dell’ultimo imperatore islamico dell’India.

“È raro che un’opera di tale erudizione possa essere tanto accessibile e divertente da leggere.”
– Amartya Sen

11 MAGGIO 1857.
Sono le 7 quando l’ultimo imperatore moghul, Bahadur Shah II, dalle fi nestre del Forte Rosso scorge in lontananza una nube di polvere che avanza verso il suo palazzo. In poche ore i sepoy, i soldati indiani arruolati nell’esercito della Compagnia delle Indie, si impadroniscono della città, uccidendo tutti gli inglesi sulla loro strada. È l’inizio del Mutiny, la rivolta contro il dominio britannico: una delle più sanguinose pagine della storia del colonialismo sta per essere scritta. Ma i ribelli che alzarono il vessillo del jihad si trovarono al cospetto di un sovrano vecchio e stanco, costretto suo malgrado ad accettare il ruolo di leader degli insorti. Privato sistematicamente dagli inglesi di ogni potere effettivo, il re-poeta, grande mistico e uomo di cultura, erede della dinastia musulmana che per trecento anni aveva regnato sull’India tra fasti e splendore, ormai si accontentava di presiedere le amate sedute letterarie. La capitale cadde sotto gli inglesi dopo sei mesi di cruente battaglie e fu ridotta a un cumulo di macerie: tutti gli abitanti passati a fi l di spada, 14 dei 16 fi gli maschi di Zafar uccisi senza pietà e le femmine costrette a prostituirsi. La rappresaglia britannica fu di una ferocia inaudita: Delhi doveva essere cancellata, e così fu.
A 150 anni di distanza, Dalrymple offre un ritratto vivido, dal punto di vista degli sconfi tti, dei tragici avvenimenti che portarono al tramonto di una civiltà, quella islamica, che aveva dominato l’India per tre secoli. Un racconto affascinante, portato alla luce dalla mole immensa di documenti originali rinvenuti negli archivi di stato indiani. Oltre 20 mila scritti in urdu e persiano, tra editti, rimostranze di gente comune, rapporti di generali e informatori segreti, intrighi di corte e testimonianze di uno scontro che fu certamente politico ma anche culturale. Uno scontro in cui ritroviamo le radici di un antico odio religioso di sconcertante attualità.

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