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Intervista con il potere

Oriana Fallaci

Rizzoli
Copertina di: Intervista con il potere

«Perché ormai l’ho capita, la Vita, e sono una persona lacerata dai dubbi che vengono a capirla. Non è consolante capire la Vita, anzi è terrificante. Significa perdere riferimenti cui ci si appoggiava prima di capirla: il bene e il male, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto. Quando la Vita era mistero, quindi ricerca, quei riferimenti costituivan certezze che permettevano di prendere una strada senza esitare, ed esprimer giudizi precisi. Quando invece t’accorgi che il bene e il male sono punti di vista come il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, ogni strada t’appare incerta e ogni giudizio arbitrario. Ti senti sicuro solo dei tuoi dubbi, e della tua solitudine.»
Oriana Fallaci

Nel 1974 Oriana Fallaci pubblica Intervista con la storia. È un libro che fa epoca, viene tradotto nel mondo, studiato nelle università, continuamente ristampato. Con quelle interviste Oriana ci consegna «una indimenticabile galleria di protagonisti internazionali del suo tempo: statisti di governo e di opposizione, leader democratici e dittatori, pacifisti umanitari e guerrieri, capi spirituali, ideologi, uomini d’azione… La storia mondiale si fa umana, concreta, animata da personaggi in carne ed ossa, messi a nudo nelle loro storie private, nelle loro sofferenze e nei loro sogni, nei loro vizi, nelle loro debolezze, qualche volta perfino nella loro irritante mediocrità». Così Federico Rampini, nella Prefazione alla riedizione nella nuova collana Bur delle Opere della Fallaci.
Da anni i lettori attendevano le nuove interviste, e lei stessa aveva lavorato alle bozze, lasciando note e appunti, e un testo che partiva dai famosi incontri con Khomeini e Gheddafi per lanciarsi in una riflessione appassionata sul potere. Nessuno, come lei, era riuscito ad avere accesso a personaggi di quel calibro, quelli che potevano realmente decidere del destino dell’umanità. In un’intervista tv Christiane Amanpour, celebre giornalista americana della CNN, da molti considerata l’erede di Oriana, dichiara: «I faccia a faccia con i grandi erano elettrizzanti, costruiti lontano dagli scandali e dal sensazionalismo per arrivare alla persona, alla verità. Davanti all’ayatollah si strappò il chador ma quel gesto non fu poi così irriverente come lo descrissero. Segnò un punto a suo favore, l’intervista andò avanti e fu molto, molto illuminante. Il suo stile era fuori dagli schemi ma costruito per far emergere la vera natura dell’uomo».
La vita privata della Fallaci e quella professionale si sono sempre intrecciate: la scomparsa di due persone profondamente amate la spinge a un totale isolamento, «i miei tre inverni nel tunnel» li definisce; ma poi, dopo la pubblicazione di Un uomo nel 1979, mette a segno per il «Corriere della Sera» i due straordinari reportage dall’Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa Intervista con il Potere. Nella seconda parte, dal 1964 al 1982 sfilano davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della seconda metà del Novecento, nelle memorabili interviste realizzate come inviata dell’«Europeo»: Robert Kennedy, James Farmer, il Dalai Lama, Rascida Abhedo, Faruk El Kaddoumi, Sandro Pertini, Giovanni Malagodi, Ugo La Malfa, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Deng Xiao-ping, Lech Walesa, Mieczyslaw Rakowski, Ariel Sharon.
Il libro esce postumo, in memoria di Oriana.

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