Il male

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Andrea Pazienza, Leonardo Sciascia, Sandro Pertini, Sergio Saviane, Roland Topor, Jimmy Carter, Ugo Tognazzi. Quale fra questi personaggi non ha preso parte all'avventura del "Male"? Risposta: nessuno! Come ai tempi del "Male", quella della satira è ancora una storia di sequestri e censure. "Le associazioni dei genitori cattolici spesso mi denunciano" ricorda Vincino. "Una volta pubblicai una vignetta in cui il Papa si alzava le sottane. Finii sotto processo a Civitavecchia. Il mio avvocato chiese di sentire come testimone il Papa. Mi prosciolsero all'istante." Nel 1994, in occasione dell'entrata in politica di Berlusconi, dopo ben dodici anni di silenzio, "Il Male" torna in edicola con un numero unico: 80.000 copie vendute in meno di una settimana. Il 3 maggio del 1979 le edicole di tutta Italia esponevano le prime pagine di tre dei maggiori quotidiani nazionali. "Il Giorno", "Paese Sera" e "La Stampa", in edizione straordinaria, avvisavano i lettori che il capo delle Br era stato finalmente arrestato. Come accade spesso in queste vicende, si trattava di un insospettabile: Ugo Tognazzi. Immaginate lo sgomento generale e la curiosità degli italiani che si precipitavano in edicola dopo aver sbirciato in tram il giornale di un vicino. Si trattava naturalmente di uno scherzo, grottesco quanto perfettamente orchestrato, opera di un gruppo di pazzi che nell'Italia degli anni di piombo, come lo Yellow Submarine, inondava di colori un Paese grigio, spaventato e irrigidito. Era la redazione del "Male", la rivista satirica che divenne celebre grazie alla sua sfrenatezza, alla sua totale libertà d'espressione e, soprattutto, alle sue modernissime incursioni mediatiche. Responsabile di riuscitissimi falsi giornalistici (quello con Tognazzi fu un successo memorabile), questo manipolo di geniacci rappresentò un'armata Brancaleone al servizio di una nuova concezione di satira. Alla solita vignetta si sostituiva l'assalto frontale, e la comicità tradizionale cedeva il posto alle spietatezze più surreali: un'esperienza avventurosa e massacrante, ancora oggi senza eredi. Punk senza cresta, terroristi senza pistola, gli autori del "Male" hanno dato vita a un collettivo di irripetibile forza creativa, scuotendo dal profondo i concetti più cari alla stampa tradizionale: il diritto d'autore e il comune senso del pudore. A trent'anni di distanza, Vincino ? che della rivista fu fondatore e direttore ? ha raccolto le pagine più belle in questa antologia. Un racconto dissacrante, un jazz bruciato dove alle impennate delle immagini si intreccia la percussione costante della sua voce piena, come sempre a ruota libera. Avvertenza: non è bastato un trentennio a spegnere la potenza del "Male", pregate quindi di uscire vivi da questa lettura.

Andrea Pazienza, Leonardo Sciascia, Sandro Pertini, Sergio Saviane, Roland Topor, Jimmy Carter, Ugo Tognazzi. Quale fra questi personaggi non ha preso parte all'avventura del "Male"? Risposta: nessuno! Come ai tempi del "Male", quella della satira è ancora una storia di sequestri e censure. "Le associazioni dei genitori cattolici spesso mi denunciano" ricorda Vincino. "Una volta pubblicai una vignetta in cui il Papa si alzava le sottane. Finii sotto processo a Civitavecchia. Il mio avvocato chiese di sentire come testimone il Papa. Mi prosciolsero all'istante." Nel 1994, in occasione dell'entrata in politica di Berlusconi, dopo ben dodici anni di silenzio, "Il Male" torna in edicola con un numero unico: 80.000 copie vendute in meno di una settimana. Il 3 maggio del 1979 le edicole di tutta Italia esponevano le prime pagine di tre dei maggiori quotidiani nazionali. "Il Giorno", "Paese Sera" e "La Stampa", in edizione straordinaria, avvisavano i lettori che il capo delle Br era stato finalmente arrestato. Come accade spesso in queste vicende, si trattava di un insospettabile: Ugo Tognazzi. Immaginate lo sgomento generale e la curiosità degli italiani che si precipitavano in edicola dopo aver sbirciato in tram il giornale di un vicino. Si trattava naturalmente di uno scherzo, grottesco quanto perfettamente orchestrato, opera di un gruppo di pazzi che nell'Italia degli anni di piombo, come lo Yellow Submarine, inondava di colori un Paese grigio, spaventato e irrigidito. Era la redazione del "Male", la rivista satirica che divenne celebre grazie alla sua sfrenatezza, alla sua totale libertà d'espressione e, soprattutto, alle sue modernissime incursioni mediatiche. Responsabile di riuscitissimi falsi giornalistici (quello con Tognazzi fu un successo memorabile), questo manipolo di geniacci rappresentò un'armata Brancaleone al servizio di una nuova concezione di satira. Alla solita vignetta si sostituiva l'assalto frontale, e la comicità tradizionale cedeva il posto alle spietatezze più surreali: un'esperienza avventurosa e massacrante, ancora oggi senza eredi. Punk senza cresta, terroristi senza pistola, gli autori del "Male" hanno dato vita a un collettivo di irripetibile forza creativa, scuotendo dal profondo i concetti più cari alla stampa tradizionale: il diritto d'autore e il comune senso del pudore. A trent'anni di distanza, Vincino ? che della rivista fu fondatore e direttore ? ha raccolto le pagine più belle in questa antologia. Un racconto dissacrante, un jazz bruciato dove alle impennate delle immagini si intreccia la percussione costante della sua voce piena, come sempre a ruota libera. Avvertenza: non è bastato un trentennio a spegnere la potenza del "Male", pregate quindi di uscire vivi da questa lettura.

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Prezzo: 22.90 €
    • Pagine: 176
    • Formato libro: 28 x 20
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817014137

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