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Gli Ultimi giorni di Marilyn Monroe

Keith Badman

Rizzoli
Copertina di: Gli Ultimi giorni di Marilyn Monroe

«La dinamica delle ultime ore e degli ultimi minuti di vita di Marilyn Monroe è estremamente vaga. Ma dopo anni di ricerche, e dopo aver separato i fatti dalle invenzioni e la verità dalle bugie, sono fermamente convinto di poter finalmente sciogliere un enigma che perdura da cinquant’anni: come morì Marilyn Monroe, la più grande star del cinema, la più leggendaria icona sexy del mondo?» Keith Badman Tesi 1: fu un suicidio. Tesi 2: Marilyn fu uccisa per volere dei Kennedy, a causa delle sue amicizie compromettenti e della sua inaffidabilità. Keith Badman non crede né all’una né all’altra versione. Per questo ha trascorso cinque anni a ricostruire gli ultimi giorni della diva e a vagliare centinaia di documenti, riuscendo a illuminare quelle zone d’ombra su cui fino a oggi si facevano solo ipotesi e congetture: infanzia negata, aborti, tentativi di suicidio, festini erotici, dimagrimenti improvvisi, depressione, abuso di barbiturici e alcol, frequentazioni con i boss della mafia e con i fratelli Kennedy, relazioni sentimentali e scappatelle. False voci sulla diva circolavano sicuramente anche mentre era in vita: quando una volta, nel 1962, le chiesero che cosa ne pensasse, lei si limitò a replicare: «Considerate la fonte». Tenendo a mente queste parole e attingendo ad appunti, interviste, fotografie, ritagli di giornale, fascicoli d’archivio, ricevute, fatture e testimonianze oculari – una mole di documenti, molti dei quali ritenuti da tempo perduti –, Keith Badman si cala nei panni dell’investigatore, con l’obiettivo di separare la verità dalla finzione, le notizie autentiche dalle sciocchezze, il mito dalla realtà. A cinquant’anni dalla scomparsa, un libro che dà risposte definitive ai molti interrogativi che ancora oggi circondano Marilyn e la sua leggenda: identifica il padre naturale; mette fine all’interminabile dibattito sul suo rapporto con i Kennedy e ricostruisce nei minimi dettagli la notte della morte e le manovre di “insabbiamento” che seguirono.