Distanza di sicurezza

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Un piccolo villaggio. Un misterioso morbo. Una cura estrema

La chiamo «distanza di sicurezza», così definisco la distanza variabile che mi separa da mia figlia, e passo metà del tempo a calcolarla, anche se poi rischio più del dovuto.Una giovane donna di nome Amanda è febbricitante in un letto d’ospedale. Ai piedi del letto c’è un bambino, David. Non è suo figlio, e continua a fare domande. Cosa vuole sapere? E qual è la storia di David, colpito all’improvviso, all’età di sette anni, un mattino in riva a un ruscello, da un’intossicazione che per poco non l’ha ucciso?Amanda era partita qualche giorno prima da Buenos Aires con la figlia Nina per una breve vacanza nella campagna argentina. Lì aveva fatto amicizia con Carla, la madre di David, che le aveva raccontato un’orribile storia dai contorni soprannaturali sul figlio e la sua anima, costretta a «migrare» in un altro corpo. «Perciò questo è il mio nuovo David» le aveva detto Carla, «questo mostro». Tra la donna e il bambino fluisce una conversazione surreale, disturbante, all’interno della quale i limiti della paura prendono spazio, sempre più vasti, e dove la realtà e il sogno, qui nella forma di incubo, si alternano alla ricerca della verità.Giovane scrittrice argentina di indiscusso talento, Samanta Schweblin è minuziosa nella descrizione delle fragilità e delle minacce cui è impossibile dare un nome, far corrispondere un perimetro. Paure viscerali che qui hanno gli occhi di donne, di madri, inafferrabili e violente, potenti e inaccettabili.

Un piccolo villaggio. Un misterioso morbo. Una cura estrema

La chiamo «distanza di sicurezza», così definisco la distanza variabile che mi separa da mia figlia, e passo metà del tempo a calcolarla, anche se poi rischio più del dovuto.Una giovane donna di nome Amanda è febbricitante in un letto d’ospedale. Ai piedi del letto c’è un bambino, David. Non è suo figlio, e continua a fare domande. Cosa vuole sapere? E qual è la storia di David, colpito all’improvviso, all’età di sette anni, un mattino in riva a un ruscello, da un’intossicazione che per poco non l’ha ucciso?Amanda era partita qualche giorno prima da Buenos Aires con la figlia Nina per una breve vacanza nella campagna argentina. Lì aveva fatto amicizia con Carla, la madre di David, che le aveva raccontato un’orribile storia dai contorni soprannaturali sul figlio e la sua anima, costretta a «migrare» in un altro corpo. «Perciò questo è il mio nuovo David» le aveva detto Carla, «questo mostro». Tra la donna e il bambino fluisce una conversazione surreale, disturbante, all’interno della quale i limiti della paura prendono spazio, sempre più vasti, e dove la realtà e il sogno, qui nella forma di incubo, si alternano alla ricerca della verità.Giovane scrittrice argentina di indiscusso talento, Samanta Schweblin è minuziosa nella descrizione delle fragilità e delle minacce cui è impossibile dare un nome, far corrispondere un perimetro. Paure viscerali che qui hanno gli occhi di donne, di madri, inafferrabili e violente, potenti e inaccettabili.

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Autore


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    Samanta Schweblin

    nata nel 1978 a Buenos Aires, è tra le voci più interessanti della narrativa sudamericana. Prima di questo romanzo ha firmato tre raccolte di racconti, tutte premiate da critiche entusiastiche. Con [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli
    • Collana: LA SCALA
    • Prezzo: 17.00 €
    • Pagine: 144
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788817097017

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