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Chico e altri racconti

Giovannino Guareschi

Rizzoli
Copertina di: Chico e altri racconti

33 storie di bambini e un fumetto

Sta per arrivare un nuvolo di bambini che si chiamano Chico, Gigino, il figlio del Lolli, Giacomino, Cesarino, Cino Delpiò, il figlio di Peppone e quello di Scartini, Pino dei Bassi, il Magrino e Celestino, la Gisa e Paolino, il Martorello e il fratello della Cetti? Se avrete il coraggio di andare avanti, queste trentaquattro storie uscite dalla penna di Giovannino Guareschi non usciranno più dal vostro cuore. Questa è la magia della lettura e della letteratura, ma per far questo ci vuole l'inchiostro del baffuto scrittore della "Bassa", e quello è solo suo. Quindi, cari lettori, siete avvisati. Se già le conoscete, le rileggerete in una maniera diversa, se non le conoscete affatto, queste storie saranno una sorpresa. Perché finalmente Giovannino Guareschi sta cominciando ad essere riletto da una nuova generazione di critici e scrittori che non hanno pregiudizi di sorta, né politici né letterari, non hanno vissuto gli anni in cui Guareschi si trovò a polemizzare animatamente con altre fazioni sul Candido, e non hanno scorie ideologiche, storiche e canoni da rispettare? Caro lettore, con Giovannino siamo nella grande tradizione della novella popolare italiana, che trova nel ciclo di don Camillo, Peppone e il Crocifisso che parla una delle sue massime espressioni di sempre. Perché, prima cosa da sottolineare, quei racconti non hanno due ma tre protagonisti: insieme al prete e al sindaco, il Crocifisso che parla è veramente il caso di dirlo un "deus ex machina". Una delle più geniali invenzioni letterarie del Novecento capaci di aprire o chiudere drammaturgicamente un racconto di sei cartelle che Giovannino, tassativamente, pubblicava sui giornali prima di raccogliere in volume. Spesso il Crocifisso, in chiusura di racconto, tira la morale come accade nella novellistica edificante della nostra tradizione, e qualche critico non aveva risparmiato a Guareschi questo fatto come un limite della sua narrativa: ma riletta nella giusta ottica, non è un limite, è una caratteristica di questo modo di narrare. Nel secolo più tragico della storia, nel secolo nietzschiano della "morte di Dio", nella cultura del nichilismo più cieco, Guareschi riporta la voce, credibile e vera, di Cristo in mezzo agli uomini. Non è un atto di coraggio, un miracolo letterario anche questo?

Dall'Introduzione di Giudo Conti

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