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Carmine Pascià che nacque buttero e morì beduino

Gian Antonio Stella

Rizzoli
Copertina di: Carmine Pascià che nacque buttero e morì beduino

“Mentre aspettava la scarica,
il soldato Iorio, cristiano e musulmano,
disertore ed eroe, pensò che era
la seconda volta che veniva messo a morte.”

“Un dromedario! Che ci faceva, lui, pancia in giù sulla groppa di un dromedario? Si mise a scalciare e si ritrovò per terra. indolenzito. Circondato da decine di tuniche bianche e caffelatte.”
Gian Antonio Stella racconta l’incredibile e avventurosa storia del soldato Carmine Iorio, un analfabeta della piana del Sele che, arruolato nel 1912 dal governo Giolitti e mandato a far la guerra nella Libia “Bel suol d’amore”, a causa di una sbronza e un mal di testa colossale si ritrovò per sbaglio a essere disertore. e a dover scegliere: o la fucilazione dei commilitoni o la forca eretta dai beduini nella piazza di Agedabia. Un dilemma risolto con la conversione all’islam che passo dopo passo lo avrebbe portato, col nome di Yusuf el-Muslim, ad abbracciare la causa della resistenza anti-italiana di Omar el-Mukhtar. Finché, davanti al plotone d’esecuzione…

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