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Camilla che odiava la politica

Luigi Garlando

Rizzoli
Copertina di: Camilla che odiava la politica

“Io la politica la odio” dico.
“Perché?” mi chiede Aristotele.
“La politica fa vincere le nuove idee e aiuta le persone a parlarsi invece di litigare.”
“La politica lascia le scuole nuove a metà e i piedistalli senza statue. E questo proprio perché le persone litigano” dico.
“Ma la colpa non è della politica, Camilla. La colpa è delle persone. La politica non fa male a nessuno.”
“La politica viene dalla parola polipo, ha i tentacoli e porta via la gente!” urlo. “La politica ha ucciso mio papà!”

Camilla ha dodici anni e la sua vita è spaccata in due come una mela: la prima metà è stata dolce e piena di succo; la seconda è amara, col verme dentro. Perché il suo papà non c’è più. Il suo papà, Roby, amava le montagne e le cose giuste. Era un politico. Ed è morto. Non è riuscito a sopportare le accuse ingiuste che gli si sono rovesciate addosso. Per questo Camilla odia la politica.
Poi nella sua vita entra Aristotele, un barbone col suo seguito di cani, gatti e sacchetti di plastica. Prima sospettosa, poi affascinata, Camilla comincia a frequentarlo e ad ascoltarlo. E scopre che non è la politica a essere sbagliata: sono quelli che la fanno, spesso, a sbagliare. Ma scopre anche che Aristotele non è quello che sembra…

Dopo Per questo mi chiamo Giovanni, Luigi Garlando ci offre un’altra storia forte, seria, che dice cose importanti con parole semplici.

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