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Avete contato bene le dita?

Gino Nebiolo

Rizzoli

Confessioni semiserie di un nonno alle prime armi

Fra le grandi svolte di una vita, diventare nonni è forse quella che porta con sé l’emozione più forte: una miscela dolcissima ma esplosiva di felicità e paura, trepidazione e gioia. È un sentimento incontenibile che può far apparire ansiose le persone più razionali, può spingere ad agire d’impulso anche le meno istintive, eppure altro non è che sconfinato amore. A raccontarci, con lucidità e irresistibile brio, questa condizione dell’animo è Gino Nebiolo – importante giornalista dal Dopoguerra per oltre mezzo secolo, nonno da una quindicina d’anni –, che si è lasciato ispirare dai propri ricordi personali per intessere un ironico e intelligente diario familiare. Tutto comincia quando il figlio e la nuora annunciano a lui e alla moglie Cecilia l’arrivo di un nipotino. I futuri nonni sono felicissimi, tuttavia da quel momento in poi ogni passo è motivo di batticuore, equivoci, apprensione o piccole baruffe. Dalla prima ecografia all’esame di licenza media, passando per la scelta del nome e i pomeriggi ai giardinetti, i balocchi tecnologici e lo Zecchino d’Oro, i nonni vivono l’esperienza di partecipare – più o meno a distanza – alla crescita del nipote in un costante tripudio di emozioni, ritrovandosi spesso al centro di situazioni buffe se non esilaranti. Avete contato bene le dita? è un libro che riesce a parlare a tutte le generazioni: permette ai nonni di identificarsi e magari commuoversi, ai genitori di sorridere e riflettere, ai nipoti di divertirsi e diventare un po’ più saggi. È una lettura illuminante su un capitolo meraviglioso della vita.