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5 è il numero perfetto

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Copertina di: 5 è il numero perfetto

La Napoli di Igort è una metafora dell'esistenza. Una città piovosa e deserta, cupa, dove le ombre prevalgono sulle luci.

5 rende omaggio alla tradizione narrativa del nero italiano e al cinema di Sergio Leone e Takeshi Kitano, pur rimanendo una storia al di là dei generi. È dedicato a Georges Simenon e George Herriman.

"Peppino è un gregario, non certo un eroe come quelli delle grandi saghe mafiose del cinema americano. Per me sarebbe un successo se ci si affezionasse a questo personaggio. Perché è un poco di buono, un vecchio assassino; uno con la coscienza sporca, insomma" spiega l'autore.

Napoli, 1972. Peppino Lo Cicero è un guappo in pensione, addolcito dai suoi ricordi di vedovo. Solo una cosa lo tiene in vita: il figlio Nino, a cui insegnare le regole, il polveroso galateo di una cultura del crimine vecchio stampo. Peppino aveva immaginato per sé una vecchiaia di tutto riposo, ma qualcuno ha mischiato le carte, ha sporcato il gioco nel peggiore dei modi. Nino muore in una trappola, assassinato dall'uomo che avrebbe dovuto uccidere. Per Peppino torna il tempo della guerra: comincia per lui una nuova stagione, un tempo in cui sentirsi vivo nonostante gli anni, in cui rincontrare storie e volti che pensava persi per sempre. Un tempo per ricominciare, sognare e innamorarsi di un luogo lontano. Romanzo grafico concepito durante un soggiorno a Tokyo, 5 è il numero perfetto è frutto del lavoro di dieci anni. È uscito in nove paesi e ha vinto numerosi premi, tra cui quello per il Libro dell'anno alla Fiera di Francoforte nel 2003. In un contrasto fra luci limpidissime e oscurità di pece, lgort ha costruito la storia di una rinascita dolorosa quanto inevitabile, dando voce al silenzio minaccioso di figure inquiete e sottili, il brutale splendore di una Napoli immaginaria ha fatto il resto.